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Consulenza Privacy Videosorveglianza

IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA A NORMA PRIVACY:

IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA A NORMA PRIVACY:

I ns tecnici specializzati offrono il servizio di assistenza alla presentazione dell'istanza di autorizzazione completo di sopralluogo e mappatura impianto di videosorveglianza, elaborazione grafica e relazione tecnica.

L'installazione di un impianto di videosorveglianza presso un sito lavorativo è subordinata al rilascio delle autorizzazioni previste dall'art. 4 della Legge 300/1970 "Statuto dei lavoratori".

Nel rispetto di quanto stabilito dalle direttive ministeriali (Circolare Prot. 37/0007162 del 16/04/2012) in materia di snellimento dell'iter per il rilascio delle autorizzazioni, sono state adottate delle procedure di autocertificazione tali da non rendere necessario il sopralluogo in ditta da parte di Funzionari dell'Ufficio della Direzione Territoriale del Lavoro.

Sono obbligate all'adempimento di tali prescrizioni normative aziende come ricevitorie, tabaccherie, oreficerie, farmacie, edicole, distributori di carburante, supermercati, cinema, catene in franchising, etc.. caratterizzate da una estensione contenuta dei locali sottoposti a videosorveglianza e le cui esigenze consistono nel contrastare più efficacemente eventuali atti criminosi.

La richiesta di autorizzazione deve essere formalizzata alla Direzione Territoriale del Lavoro nei seguenti casi:

· La ditta occupa lavoratori dipendenti o altre figure professionali ad essi assimilabili;

· Non sono stati eletti in ditta rappresentanti sindacali aziendali (RSA) o rappresentanti sindacali unitari (RSU);

· Pur essendo presenti in ditta RSA o RSU, è stato sottoscritto un verbale di mancato accordo in relazione all'utilizzo dell'impianto di videosorveglianza.

Al fine di ottenere il rilascio dell'autorizzazione è necessario che i documenti presentati dalla ditta a corredo dell'istanza vengano redatti scrupolosamente e siano dettagliati nei seguenti punti:

1. Una planimetria con informazioni dettagliate sulle zone sottoposte a videosorveglianza ed indicazioni in merito a:

- luoghi interni o esterni;

- la destinazione d'uso dei locali interni e delle zone esterne;

- numero e posizione delle telecamere e relativo raggio di azione;

- posizione di eventuali monitor e del videoregistratore;

- posizione di eventuali registratori di cassa;

- le aperture (porte o finestre) nelle pareti dei locali interni e la delimitazione perimetrale delle aree

esterne di pertinenza aziendale.

2. Le caratteristiche tecniche delle apparecchiature:

- quali telecamere sono di tipo tradizionale oppure di rete;

- quali telecamere sono fisse o brandeggiabili;

- presenza di Videoregistratore con controllo remoto da rete informatica (forze dell'ordine);

- schede tecniche di tutti gli elementi dell'impianto.

3. Una relazione tecnica in cui si specifica il funzionamento generale dell'impianto, modalità e tempi di registrazione e conservazione dei filmati, modalità di collegamento a postazione remota, eventuali postazioni di lavoro videoriprese a garanzia della sicurezza del lavoratore.

La mancanza di uno o più elementi tra quelli sopra elencati può comportare la negazione dell'autorizzazione o un sopralluogo da parte dei Funzionari della Direzione Territoriale del Lavoro.

Per l'inosservanza delle disposizioni in materia di apparecchi di controllo (art. 4 e 38 L.300/70; artt. 114 e 171 D.lgs 196/2003), a meno che il fatto non costituisca un reato più grave, è prevista l'ammenda da € 154 a € 1.549, oppure l'arresto da 15 giorni ad un anno. Nei casi più gravi le pene sono applicate congiuntamente ed inoltre, qualora la pena dell'ammenda sia inefficace, il giudice può quintuplicarla. Per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di videosorveglianza è prevista la sanzione amministrativa, da € 30.000,00 a € 180.000,00 (art. 162, comma 2 ter D.lgs. 196/2003).


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